La Repubblica del Senegal si trova all’estremità occidentale del continente africano. Bagnata ad ovest dall’Oceano Atlantico lungo 531 km di coste, confina con Mauritania, Mali, Guinea e Guinea Bissau. Racchiude al suo interno, per una larghezza di 300 Km ed una lunghezza di circa 60 Km, la Repubblica del Gambia.
Il Senegal ha una superficie di 196.192 km2, pari a circa due terzi dell’Italia.
Il suo territorio è costituito da un bassopiano, con alture che raggiungono i 500 metri soltanto nell’estremo sud-est. Qui si trova la cima più elevata del paese, il Nepen Diakha, con 581 m di altitudine.
Il clima è tropicale, caldo e umido, caratterizzato dalla stagione delle piogge nel periodo tra giugno e ottobre. Si possono comunque distinguere tre sottoregioni climatiche: la regione costiera, dove le precipitazioni si aggirano sui 500 mm; la regione sahariana, dove la stagione secca si protrae fino il mese di giugno e le precipitazioni non raggiungono i 350 mm; e la regione sudanese, dove le precipitazioni arrivano anche ai 1250 mm annui, permettendo la crescita di foreste dense e di sottobosco.
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• II - XI secolo: Impero del Ghana.
• X secolo: Regno dei Toucouleur.
• 1080: Inizia l’islamizzazione con l’arrivo degli Almoravidi.
• 1200 - 1300: Impero del Mali, nel Senegal Orientale.
• 1445: Arrivo dei Portoghesi a Capo Verde e Gorèe, per poi raggiungere l'imboccatura del Senegal durante l'anno successivo.
• 1500: Creazione delle Agenzie Commerciali Portoghesi. Sfruttamento dell'oro e traffico di schiavi.
• 1627: I mercanti di schiavi olandesi occupano la colonia di Gorèe.
• 1638: I Francesi creano una banca commerciale a Saint Louis.
• 1677: Il vice ammiraglio francese scaccia gli Olandesi dell’isola di Gorèe.
• 1770: L’islam si estende a tutto il Senegal.
• 1848: La Francia abolisce la schiavitù.
• 1885: In seguito alla conferenza di Berlino, il Senegal diventa colonia francese.
• 1914: Blaise Diagne diventa il primo deputato nero dell’Assemblea Nazionale Francese.
• 20 giugno 1960: Il Senegal ottiene l’indipendenza e diventa una Repubblica, sotto la guida di Léopold Sédar Senghor.
• 1974: Senghor liberalizza la vita politica, instaurando il pluralismo.
• 1980: Senghor lascia la vita politica; gli succede Abdou Diouf.
• 1988: Elezioni presidenziali: Diouf vince nuovamente le elezioni e fa arrestare Abdoulaye Wade, il suo principale avversario, il quale accusava Diouf di utilizzare la violenza durante le elezioni.
• 1989: Tensioni al confine con la Mauritania; e campagna dei separatisti in Casamance.
• 1993: Diouf è eletto per la terza volta. Nella Casamance e in altre zone del paese si verificano episodi di violenza.
• 1994: La svalutazione del franco CFA fomenta la tensione sociale.
• 1999: Dopo un periodo di calma, riprende l’attività guerrigliera in Casamance.
• 2000: Abdoulaye Wade è eletto presidente.
Nel 2002 la popolazione nazionale era stimata in 9,9 milioni e presentava la seguente struttura:
0-14 anni: 44,1%
15-60 anni: 52,8%
60+ anni: 4,0%
80+ anni: 0,1%.
Tasso di Natalità: 38,4 nati / 1000 pop.
Tasso di Mortalità: 13,5 morti/ 1000 pop.
Aspettativa di vita alla nascita: 50,9 anni
Tasso di crescita: 2,39% (Dakar: 3,98%)
Tasso di fertilità totale: 5,4 figli per donna.
Popolazione urbana: 48,9%
Popolazione rurale: 51,1%.
Alfabetizzazione 52,9%.
Il tasso di alfabetizzazione si differenzia fortemente in base al sesso ed alla Regione considerata. Mentre a Dakar si raggiungono i livelli più elevati di istruzione, nelle zone di Lunga e Diourbel, aree di più intensa islamizzazione, si toccano i più bassi livelli di scolarizzazione (18%), perché i genitori preferiscono mandare i figli alla scuola coranica.
Mortalità infantile: 66,4 morti /1000 nati
Popolazione con accesso all’acqua potabile: 72% (rurale: 54%)
Popolazione con accesso ai servizi sanitari: 52% (rurale: 34%)
Calorie giornaliere per abitante: 2.262
Medici per abitanti: 1/14.825.
Le numerose malattie gravi esistenti in Senegal, stanno pian piano sparendo; ad esclusione della malaria, che continua ad essere la maggior causa di mortalità nel Paese: nel 2001, quasi 12.000 persone su 100.000, sono state colpite da questa malattia.
Tabella 1 - Evoluzione dell’indice di sviluppo umano (HDI)
1980
1990
2000
2002
0,330
0,380
0,431
0,437
Il Senegal è collocato tra i paesi considerati a basso sviluppo umano, in posizione 154 su totale di 173 paesi.
Gruppi Etnici:
Wolof 43,3%,
Peul 23,8%,
Serere 14,7%,
Diola 3,7%,
Mandinga 3%,
Europei e Libanesi 1%,
Altro 9,4%. Religioni:
Musulmani 94%,
Cattolici 5%,
Altre 1%
Lingue:
Francese (ufficiale), Wolof, Pulaar, Diola, Mandinga.
Moneta:
Franco CFA (1 € = 655.95 FCFA)
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Aspetti economici
Popolazione attiva: 44,5% (uomini: 57%)
Popolazione agricola: 74%
PIL pro capite: 1.600 dollari
Popolazione sotto la soglia di povertà: 43%
PIL per settori: agricoltura: 16,8%
industria: 27,2%
servizi: 56%
Il settore più importante dell’economia senegalese è l’agricoltura, nonostante i frequenti ritardi delle piogge e il degrado dell’ambiente abbiano avuto un impatto negativo, provocando un calo nella produzione di alcune colture fondamentali.
Utilizzo della terra
Non arabile: 82%
Superficie agricola: 41,4%
Terre arabili e colture permanenti: 12,7%
Prati e Pascoli: 28,5%
Le colture principali sono: arachide, miglio, sorgo, mais, riso, cotone e orticoltura. L'arachide e il miglio/sorgo occupano da soli più dell'80% delle terre coltivate. L'agricoltura estensiva è ancora dominante, nonostante la pressione demografica sulle risorse renda necessaria la riduzione del periodo di riposo dei terreni. La conseguenza è un processo di degrado del suolo che si traduce in una riduzione dei rendimenti. Le colture da reddito sono principalmente l'arachide e i prodotti dell'orticoltura. Il Senegal è fra i maggiori produttori al mondo di arachidi, coltivato soprattutto nei terreni del nord-ovest.
Le piantagioni di arachide, che occupano il 40% delle terre coltivate, assorbono la maggior parte degli investimenti. Per contro l'agricoltura di sussistenza che produce miglio, manioca e riso per il fabbisogno della popolazione, non riceve adeguati sostegni finanziari ed il paese è costretto ad importare i generi alimentari di prima necessità. Infatti il paese importa il 50% del fabbisogno di riso da Pakistan, Thailandia e Vietnam.
L’allevamento industriale in Senegal non è molto rilevante, soprattutto per motivazioni socio-culturali: i soli animali commerciati sono infatti gli avicoli.
I senegalesi sono da sempre un popolo di pescatori, quindi la carne è poco consumata e molto costosa. Inoltre l’allevamento è quasi esclusivamente affidato all'etnia Peul, per la quale i bovini sono considerati sacri e per questo sono venduti o uccisi raramente.
Le industrie locali impiegano l’8% della forza lavoro, fornendo il 21,6% del PIL. Le industrie manifatturiere più importanti sono quelle che producono generi alimentari (olio di arachide, zucchero raffinato e pesce in scatola), cemento, calzature, fertilizzanti azotati e le industrie per la raffinazione del petrolio, soprattutto di importazione.