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PROGRAMMA DI LOTTA CONTRO LA POVERTÀ

PROMOZIONE FEMMINILE E SVILUPPO

Il credito rotativo delle capre
Microcredito



Il credito rotativo delle capre

Enti finanziatori
FRAO (1995), Provincia Autonoma di Bolzano (2003-2005), Provincia Autonoma di Trento (2004-2005)

“7a” ha conosciuto l’attività relativa al credito relativo delle capre quando è stata effettuata la diagnostica partecipativa in materia di sicurezza alimentare nel villaggio di Coumambouré. La diagnostica partecipativa aveva come obiettivo di conoscere le strategie di lotta contro la carestia nei villaggi.
Dall’analisi emersa risulta che esistono differenti attività effettuate nei villaggi per combattere la carestia: attività cerealicole, artigianato locale, piccolo commercio e credito rotativo delle capre.
Nel villaggio di Coumambouré tre donne possedevano una capra e un caprone. Il sistema di rotazione era molto semplice ma allo stesso tempo efficace e interessante: la prima nisba veniva donata ad un’altra donna in modo da aumentare il numero donne beneficiarie delle capre.
La strategia di “7a” quindi non è di cambiare il sistema già instaurato a Coumambouré ma solamente di rafforzarlo e migliorarlo, aumentando il numero di capre per donna e aumentando il numero di donne beneficiarie.
Il programma è stato avviato a Coumambouré, dove sono state introdotte 45 capre.
L’obiettivo di “7a” era quindi di appoggiare le donne nel loro sistema di lotta contro la povertà, rafforzando il credito rotativo delle capre in quanto questo rappresenta una fonte di reddito alternativa in caso di carestia.

Il programma del circolo rotatorio delle capre è stato modificato da “7a” nel seguente modo:
• I capretti del primo parto rimangono alla donna beneficiaria.
• I capretti nati dal secondo parto sono per il gruppo di donne.
• I capretti nati dal terzo parto sono nuovamente per la donna.

Le attività introdotte sono rappresentate da:
• aumento del numero di capre
• formazione delle donne in ambito della gestione e della salute delle capre
• fabbricazione del concime

Il progetto delle capre è affiancato da un veterinario specializzato che si occupa di effettuare le vaccinazioni; il veterinario è unico per tutti i villaggi ed è spesato da “7a”. Sono previste 4 vaccinazioni l’anno.

Microcredito

Dal 2003 l’ONG “7 a”, appoggia 17 Gruppi di Promozione Femminile, per un totale di 624 membri, beneficiari di un fondo di credito-risparmio rotativo interno, denominato “Cassa di solidarietà per la promozione della donna”.

Obiettivo
Il progetto mira ad aumentare le fonti di introito delle donne, che sono, per la maggior parte, legate all’agricoltura. Il microcredito incentiva quindi non solo l’aumento della resa agricola, ma incentiva anche il piccolo commercio e le attività di trasformazione dei prodotti agricoli. Le donne rurali sono, infatti, escluse dall’accesso agli organismi bancari: perché si trovano molto lontani dai villaggi e perché richiedono garanzie impensabili per la popolazione di riferimento, nonché meccanismi troppo complessi e costosi. Ecco quindi il microcredito!
Il termine “micro” non aggettiva la quantità di denaro scambiato, in quanto molte donne sono state capaci di aumentare in modo considerevole i loro introiti. Non si riferisce nemmeno alle dimensioni delle attività che da esso scaturiscono. Il termine “micro” indica piuttosto la prossimità del sistema al contesto di riferimento, quello rurale: il programma è attuato nel villaggio, vicino alla cultura delle realtà locali, vicino agli esclusi dai sistemi ordinari e vicino agli obiettivi delle beneficiarie; ovvero alle esigenze di tutta la famiglia.
Il credito è, visto in questo quadro, parte di un sistema di prestiti pensati e attuati dalle donne stesse. Questo termine, quindi, non è fine a se stesso, ma valorizza un denaro che cresce, che produce, circola e lavora.
La prossimità ai villaggi e il carattere rurale e femminile non sono però indici di futilità e debolezza del sistema. Infatti, sono sempre rispettate: la regolarità, la precisione e la correttezza di tutti gli elementi definiti dalle donne stesse. “7 a” non è un organismo bancario, bensì un supporto tecnico per le donne che, durante le riunioni, fissano i loro tassi di interesse, la durata di ogni ciclo di prestito e la suddivisione interna del capitale.

Principi
I principi indispensabili al microcredito sono:
• Trasparenza;
• Essere un gruppo riconosciuto (“7 a” offre aiuto tecnico per ottenere il riconoscimento giuridico dei gruppi di promozione femminile);
• Ogni membro del gruppo deve versare il proprio contributo;
• Lavorare per cicli;
• Ogni donna deve ingaggiarsi in attività generatrici di reddito.

Procedure
• L’ONG “7 a” e i GPF, per una sempre maggiore trasparenza, richiedono che:
• I fondi sono donati alle presidenti del GPF, sotto forma di assegni, durante una cerimonia alla quale partecipano anche le autorità;
• Il GPF consegna a “7 a” la contabile di versamento dell’assegno nel loro conto corrente bancario;
• Il GPF consegna a “7 a” la contabile di prelievo dell’ammontare dell’assegno per investirlo;
• Il GPF consegna a “7 a” la lista delle beneficiarie e della somma di denaro ricevuta;
• Le beneficiarie devono risparmiare 115 FCFA per ogni mese;
• Ogni donna deve possedere il “cartellino di riconoscimento” di membro della “Cassa di Solidarietà per la Promozione della Donna”;
• Il GPF deve riunirsi ogni mese per versare gli interessi mensili e discutere i problemi riscontrati;
• Al termine del ciclo, gli interessi accumulati, sommati al capitale iniziale, devono essere versati dal GPF nel proprio conto corrente bancario;
• Il GPF consegna a “7 a” la contabile di versamento dell’ammontare finale nel proprio conto corrente bancario.

Come si comportano il GPF e le donne beneficiarie
• La divisione del montante, l’adozione del ciclo e il tasso d’interesse devono essere decisi dal GPF;
• Al termine di ogni mese il GPF si deve riunire per discutere i problemi riscontrati e trovare assieme delle soluzioni; oltre a riunire il montante degli interessi mensili;
• Al termine dell’ultimo mese del ciclo, il GPF si deve riunire per raccogliere il capitale iniziale e il totale degli interessi accumulati; e depositare il tutto alla banca.

Impatto del microcredito
Grazie agli effetti indotti direttamente, o indirettamente, nelle zone di intervento, l’attività di microcredito (o microfinanza) sta risolvendo, il giorno d’oggi, dei problemi di povertà estrema, di discriminazione, di oppressione e di marginalizzazione delle donne:
• Sul piano dell’igiene familiare, si nota un netto miglioramento. Le donne dicono che posso usufruire dei loro risparmi per pagare il sapone, in quanto generalmente i mariti pagano solamente il detersivo per il bucato dei loro vestiti;
• Grazie agli introiti derivati dalle loro attività economiche, le donne si sottopongono più frequentemente a visite pre e post parto; vaccinano i loro bambini e acquistano più facilmente le medicine prescritte;
• Assicurano l’istruzione dei bambini attraverso il pagamento delle tasse d’iscrizione, l’acquisto di materiale didattico e il pagamento dell’assicurazione medica obbligatoria;
• Le donne hanno ottenuto una maggiore considerazione nel rapporto con proprio marito; in quanto ora essi non controllano più la provenienza del denaro o degli abiti che esse possiedono;
• Il 100% delle donne beneficiarie dichiara di contribuire, a volte, all’acquisto dei condimenti o del pesce per i pasti familiari;
• In ambito agricolo, le donne hanno detto che ora hanno la possibilità di comprare da sole le sementi di arachide, e hanno così visto aumentare le superfici coltivate. A volte, qualche mese, i mariti svolgono attività retribuite nei campi altrui per trovare di che nutrire la famiglia; mentre le donne intervengono durante i periodi di carestia, comprando dei viveri; e ciò fa sì che, attualmente, i loro bambini non passino più una giornata senza mangiare, come succedeva prima del microcredito;
• Le donne di Ilyao dicono: “Il dispositivo attuato ci offre un quadro di apprendimento alla democrazia, alla gestione dei problemi quotidiani di legame tra noi, che nessuna tendenza politica potrà sciogliere”;
• Le donne di Coumbacarà: “Abbiamo acquisito uno spirito critico più acuto, grazie hai numerosi contatti con la clientela e i coabitanti del villaggio”.

Prospettive future
• Far redigere alle donne la lista dei membri beneficiari e del montante proposto da ognuna di loro, prima della consegna del capitale iniziale;
• Organizzare uno sportello in ogni villaggio, dove le donne possano mensilmente versare i propri interessi. Infatti, uno dei maggiori problemi, è la scarsa efficacia delle riunioni mensili, in quanto quasi tutto il tempo è dedicato al calcolo degli interessi, senza la possibilità di discutere ampiamente dei problemi riscontrati. L’idea è quindi di non sprecare il prezioso tempo che ogni donna ha a disposizione per la riunione, aprendo uno sportello che, dal 25 al 30 di ogni mese, si occupi di quantificare e raccogliere gli interessi.

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Affiche credit rotatif des chèvres

Aliou Samba

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Coumbacara

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